Amalarte
Spettacoli teatrali nei teatri off di Roma

Matilde e il tram per San Vittore

AVVISO AI SOCI
dal 24 marzo 2020 alle 21:00 al 29 marzo 2020 alle 23:00
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato: 21:00
Domenica: 18:00
Matilde e il tram per San Vittore
13,00 € + 3,00 €
dal 24 marzo 2020 alle 21:00 al 29 marzo 2020 alle 23:00
Martedì, Mercoledì, Giovedì, Venerdì, Sabato: 21:00  Domenica: 18:00 
Prezzo:  13,00 € + 3,00 €  (+393755488661, 0668801089 per prenotare)
Teatro:  Teatrosophia (Sala Claudia)
Genere: 
Autore: tratto dall’omonimo testo di R. Sarti
Regista: Marta Iacopini
Sinossi:
Attraverso i racconti delle donne lo spettacolo ripercorre gli accadimenti che dal 23 marzo ’43 hanno dato il via ad una serie di scioperi nel Nord d’Italia. Alcuni operai hanno cominciato a contestare le condizioni spietate di lavoro, altri facevano dello protesta uno strumento politico e per tutti, poco alla volta, lo sciopero è diventato una bandiera contro la guerra e il regime. Margherita, Clara, Luigia e altre si parlano di come i loro uomini siano stati prelevati nella notte dalle camice nere, rinchiusi a San Vittore e poi deportati in Germania. La loro preoccupazione di donne senza niente di far avere ai loro cari lo stretto indispensabile per la detenzione si trasforma poco alla volta nella drammatica certezza di saperli deperire per denutrimento, freddo, e malattie nei Lager. Tante di queste donne hanno sfidato il coprifuoco anche solo per recapitare un biglietto con qualche parola di sostegno e solidarietà e hanno aspettato che qualcuno ritornasse…

NOTE DI REGIA
Mia madre è nata a Milano, nel 1930. Era una ragazzina durante la guerra. Raramente ne parla, credo che il frastuono dei bombardamenti nel rifugio e le mitragliate dall’aereo sul tram per andare a scuola ancora riecheggi dentro di lei, quando la notte rimane sveglia a guardare il soffitto. Percepire oggi, che ha 90 anni, la sua paura mi fa avere un’unica certezza: io non voglio guerre. Questo spettacolo non parlerà di mia madre, ma della sua paura e della mia… di donne, madri, mogli, figlie che hanno vissuto durante la guerra e hanno lottato. Donne della classe operaia che avevano paura, combattevano per le loro famiglie e aspettavano di riabbracciare il loro uomini deportati nei lager, colpevoli “solo” di aver scioperato. A partire dal marzo del 1943, i lavoratori delle fabbriche del nord hanno in massa incrociato le braccia in nome di “pane, pace e libertà”, dissociandosi così dal regime e dalla guerra e molti di loro hanno pagato con le loro vite. Questo spettacolo è dedicato alla memoria della nostra storia!