Amalarte
Spettacoli teatrali nei teatri off di Roma

L'ultima bambina sperduta

AVVISO AI SOCI
dal 18 aprile 2020 alle 21:00 al 19 aprile 2020 alle 23:00
Sabato: 21:00
Domenica: 18:00
L'ultima bambina sperduta
13,00 € + 3,00 €
dal 18 aprile 2020 alle 21:00 al 19 aprile 2020 alle 23:00
Sabato: 21:00  Domenica: 18:00 
Prezzo:  13,00 € + 3,00 €  (+393755488661, 0668801089 per prenotare)
Teatro:  Teatrosophia (Sala Claudia)
Genere: 
Autore: Flavia Martino
Regista: Luca Gaeta
Sinossi:
Primo giorno di scuola. Tutti i bambini sono nel cortile, tutti con i loro bei grembiuli bianchi. Anche lei è lì, dentro a quel grembiule bianco come tutti gli altri. Anche lei è lì e sta soffocando, non vuole stare lì, in quel cortile. Ma mamma e papà le stringono le mani e il suo destino sta per compiersi: anche lei ora diventerà grande.
Ma basta un secondo e le mani si liberano, la cartella vola e i piedi cominciano a correre. Ad attenderla una città lontana dove forse è possibile non crescere mai.

NOTE DELL'AUTORE
“Tutti i bambini, tranne uno, crescono”: così inizia Peter Pan, uno dei più celebri romanzi dell’infanzia scritto da James Matthew Barry e così per una vita mi sono ripetuta anche io: tutti i bambini crescono, tranne me.
Così i hanno sempre ripetuto tutti: tutti i bambini crescono, tranne te.
In questa semplice frase c’è tutto il mio mondo: la mia famiglia, gli amici e le amiche, le corse senza fiato, la scuola e i suoi banchi, le paure e le angosce di chi si guarda allo specchio, si vede cambiata e vorrebbe riconoscersi in quel viso che si allunga, in quei capelli arruffati e mai in ordine.
“L’ultima bambina sperduta” racconta di me che non voglio diventare grande (e lo sono, ahimè, diventata) e di quella bambina lontana e imbronciata con il suo grembiule bianco, che si mette in fila per entrare a scuola senza guardare nessuno e senza proferire parola.
Torno indietro a quel primo giorno di scuola e vedo quella bambina scappare, correre senza fermarsi, perché non vuole crescere. Corre con le ali ai piedi e si ritrova in una terra popolata da altri bambini come lei, in una splendida città attraversata da un fiume e circondata da montagne e boschi.
La sua “isola che non c’è” esiste sul serio, è lì davanti a lei. La sua isola che non c’è con i suoi pirati, i suoi indiani e i suoi bambini sperduti che convivono pacificamente. O così sembra.
Perché basta un unico colpo di fucile per ribaltare tutto. Inesorabilmente.